Prodotti | Citrullus lanatus (Anguria)

Il termine cocomero ( Citrullus lanatus , a volte indicato anche come Citrullus vulgaris ) o anguria (dal greco angourion ), indica il frutto e la pianta della specie rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae, originariamente proveniente dall'Africa tropicale. Il nome cocomero deriva dal latino cucumis (= cetriolo). Il termine dialettale anguria deriva dal greco tardo angúrion (= cetriolo).

Il frutto ha un interno rosso, ricco d'acqua, dolce, ed è molto zuccherino. Infatti oltre ad apportare un sufficiente quantitativo di zuccheri, e data l'elevata percentuale d'acqua, può sostituire, almeno per una buona parte un pasto giornaliero (pranzo o cena), inoltre porta con sé un cospicuo quantitativo di vitamina A e vitamina C (tali vitamine sono idrosolubili, quindi la vulgaris "acqua del cocomero" porta in sé tutti gli elementi benefici).

Anche se in molte lingue, ma non in italiano, ci si riferisce al cocomero come ad un tipo di melone (ad esempio in inglese, watermelon , e in tedesco, Wassermelone ), le due piante fanno parte della stessa famiglia ma non appartengono allo stesso genere: il melone ( Cucumis melo ) appartiene infatti al genere Cucumis .

In lingua italiana viene usato il termine cocomero, e in alcune regioni anguria come sinonimo, ma il Citrullus lanatus assume in genere nomi diversi a seconda delle varietà regionali; ad esempio a Napoli è detto melone d'acqua e melone da pane , o popone ; in Calabria zi pàrrucu (zio parroco) o nella provincia di Reggio Calabria "zi pangulu" (zio pancione), cioè rubicondo come il volto del parroco, mentre in Liguria viene chiamato "Pateca".

David Livingstone, un esploratore dell'Africa, riportò che il cocomero cresceva abbondante nel deserto del Kalahari, dove sembra che esso abbia avuto origine. Lì il frutto cresce selvaggio ed è conosciuto come Tsamma ( Citrullus lanatus var citroides ). La pianta è riconoscibile per le sue foglie particolari e per l'elevato numero di frutti che produce, fino a cento per ogni esemplare. Per questa ragione è una sorgente di acqua abituale per gli abitanti della zona, oltre a fungere da cibo sia per gli uomini che per gli animali.

Non è dato sapere quando il cocomero sia stato coltivato per la prima volta ma il primo raccolto di cocomeri mai registrato avvenne nell'Antico Egitto quasi 5000 anni fa ed è stato documentato in alcuni geroglifici. Il frutto veniva spesso deposto nelle tombe dei faraoni, come mezzo di sostentamento per l'aldilà. Nel mito egizio il cocomero aveva origine dal seme del dio Seth.

Nel X secolo d.C. il cocomero era coltivato in Cina, paese che attuamente ne è il primo produttore mondiale. Nel XIII secolo il frutto venne introdotto in Europa dall'invasione dei Mori.

Tra i parassiti tossici, vi è la patulina.